Margherita Gabos
psicologa & psicoterapeuta
Trattamento dei traumi
Al di la del muro
Il trattamento dei traumi può essere paragonato al viaggio “al di là del muro”: il muro rappresenta la barriera invisibile che il trauma erige nella mente e nelle emozioni della persona, separandola da un senso di sicurezza, serenità e benessere. Affrontare questo muro richiede tatto, ovvero delicatezza e rispetto verso la vulnerabilità dell’individuo, evitando di forzare o accelerare il processo di guarigione.
Attraverso un approccio empatico e graduale, si accompagna la persona a esplorare ciò che si cela oltre il muro, permettendole di rielaborare le esperienze traumatiche in un ambiente protetto e supportivo. Le tecniche scientificamente fondate, come l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), sono strumenti preziosi in questo percorso: l’EMDR aiuta a rielaborare i ricordi traumatici facilitando il loro processamento da parte del cervello, riducendo così il dolore emotivo associato.
In sintesi, il trattamento dei traumi con tatto e l’uso di metodi validati come l’EMDR significa rispettare i tempi e i limiti della persona, fornendo al contempo strategie efficaci che favoriscono la guarigione e il superamento del muro che il trauma ha creato.

Terapia individuale

Fare luce
Fare luce è un titolo evocativo e potente per descrivere il processo della psicoterapia individuale, soprattutto se contestualizzato attraverso gli strumenti della terapia sistemica. La psicoterapia individuale non è solo un viaggio introspettivo volto a comprendere sé stessi, ma anche un processo di esplorazione delle relazioni e dei sistemi in cui l’individuo è inserito.
Fare luce significa innanzitutto portare alla consapevolezza dinamiche spesso invisibili o inconsce che influenzano i pensieri, le emozioni e i comportamenti. La terapia sistemica offre strumenti preziosi per ampliare questa consapevolezza, poiché considera l’individuo non come un’entità isolata, ma come parte di un sistema più ampio — famiglia, lavoro, comunità — in cui ogni elemento è interconnesso.
Attraverso tecniche come la genogramma, il terapeuta aiuta il paziente a “illuminare” le relazioni familiari e le storie che hanno plasmato la sua esperienza emotiva. In questo modo, si fa luce sulle dinamiche transgenerazionali e sui modelli ricorrenti che possono contribuire a difficoltà attuali. Allo stesso modo, l’attenzione ai ruoli e alle regole implicite nel sistema permette di riconoscere come certi schemi di comunicazione o comportamenti siano mantenuti o modificabili.
Fare luce, quindi, è un processo di rivelazione e trasformazione: la luce gettata sulle ombre personali e relazionali consente di vedere con chiarezza le risorse interne e le possibilità di cambiamento. La terapia sistemica amplifica questa riflessione, poiché invita non solo a osservare l’individuo, ma anche le sue connessioni e il contesto in cui vive, favorendo così un cambiamento che è al contempo personale e relazionale.
In sintesi, “Fare luce” nella psicoterapia individuale, integrata con la prospettiva sistemica, significa creare uno spazio in cui la consapevolezza si espande, si comprende la complessità delle relazioni e si apre la strada a un cambiamento profondo e sostenibile.
Terapia di coppia
Costruire ponti
Costruire Ponti è il titolo che ho immaginato per la terapia di coppia, un percorso dedicato a rafforzare la comunicazione e la comprensione reciproca tra i partner.
Questa terapia si concentra sulla risoluzione dei conflitti, l’ascolto attivo e la costruzione di un legame più solido e duraturo. Ulteriori approfondimenti riguardano tecniche specifiche di comunicazione empatica, gestione delle emozioni e sviluppo di strategie condivise per affrontare le sfide quotidiane della coppia saranno illustrati in seguito e/o affrontati direttamente in terapia.

Terapia familiare

Cercare l’armonia
La terapia familiare è un approccio psicoterapeutico che si concentra sulle relazioni e sulle dinamiche all’interno della famiglia. Mira a migliorare la comunicazione, risolvere i conflitti e promuovere un equilibrio emotivo tra i membri. Questo tipo di terapia richiama la ricerca di armonia intesa come un equilibrio dinamico, poiché considera la famiglia come un sistema in continua evoluzione, dove ogni cambiamento in un membro influisce sull’intero gruppo. L’obiettivo è favorire un adattamento positivo e una convivenza serena, mantenendo un bilanciamento tra le esigenze individuali e quelle collettive.
relazione con il corpo
Cibo sofferto
La relazione con il nostro corpo e la nostra mente si manifesta anche attraverso il rapporto con il cibo, spesso vissuto come “cibo sofferto”. Affrontare questo aspetto in terapia, non solo nei casi di disturbi del comportamento alimentare, può favorire un benessere più profondo. Questo è un lavoro che ho svolto e continuo a svolgere principalmente nell’ambito della prevenzione oltre che in ambito clinico, collaborando con colleghe specializzate in disturbi del comportamento alimentare e con nutrizioniste.
