Le spese per le sedute possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi?

Trattandosi di spese sanitarie, ai sensi dell’art. 1, comma 679, Legge n. 160/2019, ai fini Irpef la detrazione del 19% spetta a condizione che il pagamento sia effettuato con bonifico bancario o postale, o con altri sistemi di pagamento previsti dal decreto legislativo n. 241/1997. Ai pagamenti in contanti non si applica la detrazione fiscale. 

Lo psicologo prescrive farmaci?

La prescrizione di farmaci non rientra tra le competenze dello psicologo né dello psicoterapeuta mentre lo psichiatra, come medico, può prescrivere farmaci.

I dati personali come sono trattati?

In materia di trattamento dei dati la psicologa fa riferimento al D.Lgs 196 del 2003 e al GDPR 2016/679.

Come spiegato dal Consiglio Nazionale degli Psicologi nel documento intitolato Gli psicologi e la privacy, cosa cambia?

“Lo psicologo è un professionista che interviene sempre, per definizione, sulla salute di individui gruppi e comunità e per tale motivo ogni psicologo nel proprio lavoro entra necessariamente in contatto con dati comuni (o identificativi) e con dati sensibili, che assieme costituiscono l’insieme dei cosiddetti dati personali di un interessato. Il lavoro dello psicologo è già profondamente caratterizzato dai principi di tutela di tutto quanto appreso in ragione del rapporto professionale in virtù di quanto previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.”

Cosa si intende per psicoterapia familiare sistemico-relazionale?

La psicoterapia familiare sistemico-relazionale nasce, come movimento, nella cultura americana degli anni ’50, influenzata da altre discipline quali l’antropologia e la sociologia. Storicamente in Italia ed Europa ad affermarsi è il modello di terapia familiare “pragmatico-comunicazionale” che pone l’accento sugli aspetti “sistemici” della salute mentale piuttosto che sugli aspetti “intrapsichici”.

Attualmente parliamo di un modello clinico con varie sfaccettature e approcci che assumono come punto di partenza la famiglia intesa come organizzazione che si evolve nel tempo e che può presentare dei blocchi e non essere in grado di attingere alle proprie risorse. I sintomi o i disturbi del singolo in quest’ottica sono letti come preziosi indicatori della difficoltà che sta attraversando tutta la famiglia nel suo processo di crescita.

L’approccio terapeutico, centrato sulle relazioni e gli stili comunicativi tra i membri della famiglia, anche a livello trigenerazionale, promuove quindi un cambiamento sia individuale, puntando alla riduzione dei sintomi che familiare, agendo sulle dinamiche disfunzionali tra i familiari.

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Come funziona il primo colloquio?

Ogni primo colloquio è un’esperienza diversa che inizia ancora prima dell’incontro in stanza di terapia. In primo luogo è importante il primo contatto con il professionista, generalmente telefonico, per introdurre la situazione e fissare l’appuntamento. Il primo incontro di persona (che sia in presenza oppure online) è un momento di conoscenza reciproca, dedicato all’analisi della domanda e alla definizione del problema per capire innanzitutto se è questo il contesto più adeguato per affrontarlo oppure è opportuno valutare l’invio ad un altro professionista. In alcuni casi è necessario più di un incontro per arrivare a definire l’intervento migliore per la persona, coppia o famiglia che si è rivolta al professionista.

Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra, quali differenze?

Si tratta di tre professionisti differenti che operano nel settore della salute mentale.

Lo psicologo, dopo la laurea specialistica, si abilita alla professione attraverso lo svolgimento di un tirocinio post lauream annuale e il superamento dell’esame di stato a cui segue, per esercitare la professione, l’iscrizione all’albo degli psicologi. Secondo l’ordinamento della professione lo psicologo è un esperto nell’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno psicologico, utilizzando come principale strumento il colloquio clinico.

Lo psicoterapeuta è un professionista che, conclusa la laurea in psicologia o in medicina e abilitato all’esercizio della professione, segue un ulteriore percorso di specializzazione post-universitaria di almeno 4 anni che prevede adeguata formazione e addestramento in psicoterapia. Offre percorsi di diagnosi e di cura dei disturbi psicologici dai più lievi ai più gravi.

Lo Psichiatra ha una laurea in Medicina e Chirurgia e una specializzazione post-lauream in Psichiatria. Lo Psichiatra si occupa di disturbi mentali da un punto di vista medico: richiede e valuta esami medici, prescrive farmaci generici e psicofarmaci.

Questi differenti professionisti inoltre, quando necessario, collaborano alla realizzazione del percorso terapeutico, ciascuno con i propri strumenti.

Andare dallo psicologo significa essere malati?

Generalmente ci rivolgiamo ad uno psicologo quando viviamo uno stato di malessere da non confondere con il comune pregiudizio, riguardo la salute mentale, di “non essere sani” per non dire “matti”.

Quando avvertiamo sintomi di malessere psicologico, è importante non trascurarli, riconoscerli e rivolgersi ad uno specialista così come siamo attenti ai sintomi fisici (es. febbre) che ci portano a chiedere una consulenza medica. Lo psicologo può aiutare la persona a dare un nome a questo stato di malessere e ad individuare l’intervento terapeutico più efficace per il caso specifico.

Come capisco di avere bisogno dello psicologo?

Si può capire di avere bisogno di rivolgersi allo psicologo quando anche le situazioni quotidiane ordinarie diventano particolarmente difficili da affrontare.

Se si avverte di attraversare una fase di particolare difficoltà e sofferenza è opportuno rivolgersi tempestivamente al professionista per evitare che tale condizione si stabilizzi nel tempo.

Quando invece non avvertiamo uno stato di tensione o sofferenza ma ci viene fatto presente da parte di persone a noi vicine di mettere in atto comportamenti strani o potenzialmente dannosi per noi e per gli altri, anche in questo caso è opportuno chiedere un consulto psicologico.

Perché rivolgersi ad uno psicologo?

Rivolgersi ad uno psicologo è uno degli strumenti che il singolo, la coppia e la famiglia hanno a disposizione per affrontare un momento di difficoltà. Può essere anche l’occasione di approfondire problemi che durano da lungo tempo e condizionano il normale svolgimento delle attività quotidiane. Rappresenta inoltre nei casi in cui si è mossi dal desiderio di conoscere meglio sé stessi, la possibilità di raggiungere uno stato di maggiore benessere psicologico attraverso il riconoscimento e l’attivazione di risorse personali fino a quel momento non valorizzate.